Esplorare l'accettazione di sé

Esplorare l'accettazione di sé

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Oggi vorrei parlare di un argomento che mi tocca da vicino: il viaggio verso l'abbraccio della compassione.

Sentimenti di indegnità

Nel corso della nostra carriera, molti di noi hanno incontrato momenti di dubbio su se stessi che rimangono sullo sfondo. Nonostante i risultati raggiunti, può esserci una sensazione di inadeguatezza che colora la nostra percezione. Questa sensazione, spesso definita "Trance dell'indegnità" o "Giudizio di sé", non riflette necessariamente la realtà e deriva da convinzioni radicate che abbiamo la capacità di rimodellare.

Identificare le voci fastidiose

Queste fastidiose voci di autogiudizio rappresentano uno spazio in cui le critiche del passato e i discorsi negativi su di sé si ripresentano nella nostra mente, portandoci a credere di essere carenti in qualche modo. Non è una voce, ma piuttosto un sussurro silenzioso che influenza il modo in cui vediamo noi stessi e di conseguenza il nostro comportamento e le nostre relazioni. Riconoscere questa trance è fondamentale per stimolare il cambiamento.

Esplorare l'accettazione di sé

Abbracciare i momenti di riflessione

La compassione radicale inizia con il prendersi un momento di pausa, decidendo di fermare il flusso di pensieri ed emozioni per connettersi con il momento presente. Questa pausa non significa essere inattivi, ma impegnarsi con i nostri sentimenti interiori e osservare le emozioni che sorgono senza una risposta immediata.

Esplorare i nostri pensieri con curiosità anziché con giudizio può portare a una comprensione più profonda di noi stessi. Interrogandoci sul perché di certi pensieri, approfondendo le loro origini e riconoscendo i loro schemi ricorrenti, apriamo la strada al fiorire dell'autocompassione.

Passare dall'autocritica alla cura di sé è fondamentale per combattere il senso di inadeguatezza. Si tratta di sostituire il dialogo con uno gentile e di sostegno, che si concentri sul nutrimento non solo dei nostri bisogni fisici, ma anche del nostro benessere mentale.

Quando promuoviamo la compassione dentro di noi, questa si estende naturalmente agli altri. Questa profonda compassione va oltre l'amore per se stessi; abbraccia una prospettiva che riconosce le lotte umane condivise e mira al potenziamento collettivo.

Fare dei passi per abbracciare la compassione ci mette in cammino. Come persona che guida gli individui in questioni di leadership e felicità, il mio ruolo è quello di sostenere questo viaggio incoraggiando i professionisti a liberarsi dal pensiero e ad abbracciare una narrazione che riconosca il loro valore intrinseco e il loro contributo al mondo.

Integrando questi valori nei nostri approcci di leadership e negli ambienti organizzativi, possiamo progredire verso la creazione di ambienti di lavoro più empatici, comprensivi e, in ultima analisi, prosperi.

Spostiamo la nostra attenzione dal sentirci inadeguati e abbracciamo una mentalità di empatia che porta alla sicurezza di sé e a una leadership autentica.

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Beatrice Redi

Coach, mentore e sviluppo della leadership
formatore