Il corpo tiene il punteggio: Il coaching attraverso la lente del trauma e della guarigione incarnata

Il corpo tiene il punteggio: Il coaching attraverso la lente del trauma e della guarigione incarnata

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Nel campo del coaching, ci troviamo spesso all'incrocio di storie, emozioni e profondi momenti di trasformazione. Di recente, ho avuto il privilegio di partecipare a un'intervista dal vivo con Bessel van der Kolk, MD, autore di Il corpo tiene il punteggio, grazie a Centro Animas per il Coaching, la scuola con cui mi sono certificata come coach e a cui mi affido per la mia continua crescita e aggiornamento. Il lavoro pionieristico del dottor van der Kolk sui traumi getta luce su quanto il nostro corpo e la nostra mente siano profondamente connessi.

Sono anche profondamente grato a Centro Animas per il Coaching per aver continuamente sostenuto un approccio al coaching che enfatizza la compassione, l'autoconsapevolezza e la curiosità. È in questo spirito che vorrei condividere alcune riflessioni sul coaching informato sui traumi, non solo come lente per comprendere i nostri clienti, ma anche come modo per approfondire la nostra stessa crescita.

Il trauma: Più dell'evento

Il trauma è spesso frainteso. Non si tratta solo dell'evento che è accaduto, ma delle tracce che lascia dietro di sé: il modo in cui il nostro corpo e la nostra mente reagiscono come se il passato stesse accadendo ora. Per molti, il trauma crea una sensazione di essere bloccati nel tempo, con sensazioni fisiche opprimenti e risposte emotive che non servono più.

Come coach, come possiamo creare uno spazio per far emergere queste storie nascoste in modo sicuro e costruttivo? Possiamo iniziare ponendoci domande ponderate e fondanti, come ad esempio:

  • Chi c'è sempre stato nella vostra vita?
  • Con chi si è sentito al sicuro quando è cresciuto?
  • Chi pensate che vi veda davvero speciale oggi?

Queste domande invitano i clienti a riflettere sulle relazioni che hanno plasmato il loro senso di sicurezza, connessione e valore, elementi chiave che spesso sono alla base delle loro attuali lotte e aspirazioni.

Il corpo come strumento

Van der Kolk ci ricorda che la guarigione inizia dal corpo. Pratiche come lo yoga, la meditazione, il Tai Chi o anche esperienze condivise come il canto, la danza, la recitazione o lo sport possono essere trasformative. Aiutano a riconnettere i clienti al proprio corpo, favorendo un senso di agency e di regolazione emotiva. Come coach, possiamo invitare i clienti a notare i sottili segnali dentro di sé quando parlano di cose che sembrano importanti:

  • Cosa sentite nel vostro corpo quando ricordate questa esperienza?
  • C'è qualcosa che cambia quando ci si riflette sopra?

Spesso questi piccoli inviti creano aperture per una maggiore consapevolezza, radicando i clienti nel momento presente e consentendo loro di accedere alla propria resilienza.

Sintonia ed energia

Una delle intuizioni più sorprendenti che ho tratto dal lavoro di van der Kolk è il ruolo del sistema dei neuroni specchio: la nostra energia influenza gli altri e viceversa. Come coach, la nostra capacità di essere in sintonia e autoregolati è fondamentale. Diventiamo strumenti per i nostri clienti, riflettendo le loro esperienze con compassione e modellando la stabilità emotiva.

Una domanda che mi pongo spesso dopo una sessione è: Quanto ero in sintonia con le mie emozioni e la mia energia? È una pratica di auto-riflessione che mi permette di servire i clienti da un luogo fondato.

Perché il coaching informato sul trauma è importante

Indipendentemente dal fatto che i nostri clienti si identifichino o meno come persone che hanno subito un trauma, molti portano con sé storie non dette che danno forma alle loro decisioni, alle loro relazioni e al loro senso di sé. Il coaching informato sui traumi non consiste nel diagnosticare o curare, ma nel mantenere lo spazio, ascoltare profondamente e permettere ai clienti di riconnettersi con la loro saggezza interiore.

Integrando approcci come la consapevolezza incarnata, la costruzione della narrazione e la presenza sintonizzata, possiamo aiutare i clienti a passare dalla sopravvivenza alla prosperità. È un viaggio in cui si impara a sentire, a fidarsi e a crescere.

Un ringraziamento ai leader di pensiero

A Bessel van der Kolk, grazie per il suo instancabile lavoro di demistificazione del trauma e dei suoi percorsi di guarigione. E a Centro Animas per il CoachingGrazie per aver ispirato i coach a guidare con il cuore, la curiosità e il coraggio di esplorare questi temi profondi.

Mi piacerebbe sentire i vostri pensieri! Quale ruolo pensate che abbia il corpo nella trasformazione? Ci sono pratiche o domande che avete trovato particolarmente efficaci per creare uno spazio di riflessione e guarigione? Continuiamo la conversazione nei commenti qui sotto.

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Immagine di Beatrice Redi

Beatrice Redi

Coach, mentore e sviluppo della leadership
formatore